Ascensore in condominio: quando si può installare anche senza il consenso dell’assemblea

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Ascensore in condominio: quando si può installare anche senza il consenso dell’assemblea

Negli edifici costruiti tra gli anni ’50 e ’70 l’assenza dell’ascensore è una situazione molto frequente.
Si tratta di una caratteristica che può incidere in modo significativo sia sulla qualità della vita dei residenti sia sul valore degli appartamenti situati ai piani più alti.

Proprio su questo tema è intervenuta la Corte di Cassazione con una decisione importante che chiarisce quando l’installazione di un ascensore in condominio può avvenire anche senza il consenso dell’assemblea condominiale.

La decisione della Cassazione sull’ascensore in condominio

Con l’ordinanza n. 19087 del 14 giugno 2022, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio rilevante: l’installazione di un ascensore in un edificio che ne è privo può essere considerata un intervento finalizzato all’eliminazione delle barriere architettoniche.

In base a questo orientamento, uno o più condomini possono realizzare l’impianto anche se l’assemblea condominiale esprime parere contrario.

Il principio alla base della decisione è quello di solidarietà sociale e accessibilità degli edifici, particolarmente importante nei casi in cui l’intervento sia necessario per facilitare la mobilità di persone anziane o con difficoltà motorie.

Dove può essere installato l’ascensore

L’ascensore può essere installato utilizzando parti comuni dell’edificio, come ad esempio la tromba delle scale.

Naturalmente devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali:

  • non deve essere impedito agli altri condomini l’uso normale delle scale

  • non devono essere compromesse le parti comuni dell’edificio

  • deve essere garantita la sicurezza della struttura

Quando queste condizioni sono rispettate, l’intervento può essere considerato legittimo anche in assenza dell’approvazione dell’assemblea condominiale.

Chi paga l’installazione dell’ascensore

Un altro punto importante riguarda la ripartizione delle spese.

I condomini contrari all’intervento non sono obbligati a partecipare ai costi. L’ascensore può infatti essere realizzato e finanziato esclusivamente dai condomini che desiderano installarlo.

Questo significa che il progetto può essere portato avanti anche da una parte dei proprietari, senza imporre spese a chi non intende aderire.

Cosa cambia per proprietari e acquirenti

Questa interpretazione giuridica ha effetti molto concreti, soprattutto negli edifici più datati, particolarmente diffusi nei centri storici e nei quartieri costruiti nel dopoguerra.

La possibilità di installare un ascensore può infatti:

  • migliorare significativamente la vivibilità degli appartamenti

  • rendere più accessibili i piani alti

  • aumentare l’interesse degli acquirenti

Dal punto di vista immobiliare, la presenza – o la possibilità di realizzare – un ascensore può incidere in modo positivo anche sul valore degli appartamenti situati ai piani superiori.

In molti casi, infatti, un edificio inizialmente penalizzato dall’assenza dell’ascensore può diventare più appetibile sul mercato quando esistono le condizioni tecniche e giuridiche per installarlo.