Tra le attività più importanti che consiglio di svolgere prima di mettere in vendita una casa, ce n’è una che viene spesso sottovalutata ma che può fare la differenza tra una vendita serena e una trattativa destinata a complicarsi: l’accesso agli atti.
Molti proprietari ritengono che sia sufficiente avere la planimetria catastale e l’atto di provenienza per poter vendere senza problemi.
In realtà non è sempre così.
La planimetria catastale rappresenta solo una fotografia fiscale dell’immobile. Non certifica, da sola, che lo stato dei luoghi sia conforme ai titoli edilizi depositati presso il Comune.
Per avere un quadro completo è necessario verificare quali pratiche urbanistiche siano state presentate nel corso degli anni e confrontarle con la situazione reale dell’immobile.
Che cos’è l’accesso agli atti
L’accesso agli atti è la procedura con cui il proprietario, o più frequentemente un tecnico delegato, richiede al Comune copia della documentazione urbanistica relativa all’immobile.
La richiesta deve essere formulata in modo corretto e il più possibile preciso. È importante conoscere gli estremi catastali, i precedenti titoli edilizi e la storia urbanistica dell’immobile per evitare che la documentazione venga rilasciata in modo incompleto o che la richiesta debba essere integrata.
Per questo motivo consiglio sempre di affidare questa attività a un professionista esperto, in grado non solo di richiedere i documenti, ma anche di interpretarli correttamente una volta ottenuti.
Questa documentazione consente al tecnico di verificare se l’immobile corrisponda esattamente a quanto autorizzato.
Perché è così importante
Durante una compravendita, eventuali difformità urbanistiche possono creare problemi rilevanti.
Individuare eventuali criticità prima di andare sul mercato permette di affrontarle con il giusto anticipo e di presentarsi agli acquirenti con una documentazione completa e rassicurante.
Un aspetto molto interessante è che la documentazione ottenuta tramite accesso agli atti non ha una vera e propria scadenza.
Una volta acquisita, rappresenta un patrimonio informativo prezioso che il proprietario potrà conservare e utilizzare anche in futuro.
Per questo motivo può essere opportuno richiederla anche in tempi non sospetti, senza attendere il momento in cui si decide di vendere. Disporre già di questa documentazione consente di affrontare eventuali verifiche o decisioni con maggiore tranquillità.
Quanto tempo richiede
I tempi variano a seconda del Comune e del carico di lavoro degli uffici competenti.
A Roma, salvo casi particolari, l’accesso agli atti può richiedere mediamente da 30 a 60 giorni, ai quali va aggiunto il tempo necessario al tecnico per analizzare la documentazione e redigere le proprie conclusioni.
Per questo motivo è opportuno iniziare questa verifica con largo anticipo rispetto alla messa in vendita.
Il mio metodo di lavoro
Quando seguo un immobile, consiglio sempre ai proprietari di incaricare un tecnico di fiducia per effettuare tutte le verifiche preliminari.
Solo dopo aver analizzato la documentazione urbanistica e catastale è possibile impostare una strategia di vendita solida e ridurre il rischio di imprevisti nel corso della trattativa.
Un investimento che evita problemi
L’accesso agli atti comporta un costo e richiede tempo, ma rappresenta uno degli investimenti più utili che un proprietario possa fare.
Conoscere in anticipo la situazione del proprio immobile significa affrontare la vendita con maggiore consapevolezza, tutelare il valore della proprietà e trasmettere fiducia agli acquirenti.
Vuole capire se la documentazione del Suo immobile è completa?
Se desidera una prima analisi documentale e un confronto su eventuali verifiche da effettuare, può contattarmi senza impegno.
Sarò lieta di aiutarLa a comprendere quali documenti siano realmente necessari per affrontare la vendita con serenità e senza sorprese.